Papa in Svezia: Jonsson (La Civiltà Cattolica), troverà accoglienza positiva anche da non credenti e media

Quando Papa Francesco arriverà a Lunde, nella Svezia meridionale, il 31 ottobre per partecipare alla commemorazione dei 500 anni della Riforma luterana “potrà attendersi un’accoglienza molto positiva, non soltanto dai cattolici, ma anche dai media”. Il Pontefice è visto da tanti, anche da non credenti “come uno dei leader internazionali che ispirano più speranza”. Lo afferma il gesuita Ulf Jonsson, nell’articolo che apre il quaderno 3991 (8/10/2016) de “La Civiltà Cattolica”. Ma quale “paesaggio” religioso troverà Francesco in una nazione considerata tra le più secolarizzate al mondo, nonostante la sua lunga tradizione cristiana, e il suo recente “ritorno alla religione”?. Delle 500mila persone che di solito assistono a un culto nel fine settimana, solo 220mila, spiega Jonsson, appartengono alla Chiesa luterana. Gli altri si dividono tra evangelici, cattolici e ortodossi. In aumento i musulmani. Con la riforma, ricorda il gesuita, la Chiesa luterana “è stata subordinata al potere statale”. Solo nel 2000 è stata sancita la separazione Stato-Chiesa. La Chiesa luterana è governata da un Sinodo generale, i cui membri vengono eletti dagli aderenti alla Chiesa, ma “poiché in qualche modo rimane il legame precedente con i partiti politici, la maggior parte dei candidati al Sinodo generale viene nominata ancora dai partiti politici”. Per Jonsson, la Chiesa luterana in Svezia “è ancora in una fase di ricerca di una nuova identità” e “si impegna in particolare nel campo sociale e diaconale”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia

Informativa sulla Privacy