Monsignor Galantino: a Mcl, “che tristezza quando ci iscriviamo al club degli spiriti sazi”

“Stare in questo mondo in maniera evangelica, per dire che il Vangelo è vero e possibile”. E per far questo bisogna essere pronti “a metterci la faccia” e avere “uno sguardo nuovo sul mondo”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, nell’omelia della Messa celebrata in occasione della riunione del comitato esecutivo del Movimento cristiano lavoratori. Partendo dalle letture della liturgia (il celebre passo del Qoelet sulla vanità di tutte le cose e il brano del Vangelo di Luca su Erode che cerca di vedere Gesù), monsignor Galantino ha sottolineato l’esigenza per tutti i cristiani di “superare i vecchi schemi” e di “spingersi verso orizzonti più ampi e signficativi”. “Guai a sposare la logica di chi non riesce più a farsi sorprendere da niente, di chi non sa più mettersi in gioco”, ha osservato il presule. “Che tristezza quando ci iscriviamo al club degli spiriti sazi”, ha sottolineato monsignor Galantino. Erode – ha poi aggiunto riferendosi alla lettura evangelica – “cerca di vedere Gesù ma lo fa nel modo sbagliato perché non è disposto a convertirsi” e “continua a guardare il mondo dal suo palazzo”. Mentre “Gesù è in coloro che fanno fatica a far sentire la propria voce e a far rispettare i propri diritti”. Il rischio, anche per tanti cristiani, è di “avere Cristo sempre sulla bocca e non averlo mai veramente incontrato”.

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