Papa Francesco: udienza, non “spiumare” gli altri con “critiche, invidie, gelosie”

“Quanto bisogno abbiamo tutti di essere un po’ più misericordiosi, di non sparlare degli altri, di non giudicare, di non ‘spiumare’ gli altri con le critiche, con le invidie, con le gelosie”. A esclamarlo a braccio è stato il Papa, che al termine della catechesi ha sintetizzato in questi termini, sempre fuori testo, il senso della misericordia nella vita dei cristiani: “Perdonare, essere misericordiosi, vivere la nostra vita nell’amore e donare”. “Non dimenticatevi di questo: misericordia e dono, perdono e dono”, il congedo finale ancora a braccio: “Così il cuore si allarga nell’amore, invece l’egoismo, la rabbia crea un cuore piccolo e duro come una pietra”. Poi il dialogo botta e risposta: “Cosa preferite voi, un cuore di pietra? No. Un cuore pieno d’amore? Sì. E se quindi preferite un cuore pieno d’amore siate misericordiosi!”. Il secondo pilastro della misericordia è il “donare”, aveva spiegato poco prima Francesco: “Dio dona ben al di là dei nostri meriti, ma sarà ancora più generoso con quanti qui in terra saranno stati generosi”. “Con la misura dell’amore che diamo, siamo noi stessi a decidere come saremo giudicati”, ha ammonito il Papa: “Se guardiamo bene, c’è una logica coerente: nella misura in cui si riceve da Dio, si dona al fratello, e nella misura in cui si dona al fratello, si riceve da Dio!”. Per Francesco, “l’amore misericordioso è l’unica via da percorrere”, come ci insegna san Paolo: “Tra tutti i carismi il più grande è la carità”.

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