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Germania: card. Woelki (Colonia), “nessuna società può essere chiamata umana se perde di vista il destino dei poveri”

Giornata di studio per i vescovi riuniti a Fulda per la sessione plenaria della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) su cosa fare dinanzi alle sfide della povertà e dell’esclusione, e come agire come Chiesa e come Caritas. “Insieme con Dio sentiamo un grido”, è “una frase del Papa nella sua esortazione apostolica Evangelii gaudium”, ha ricordato l’arcivescovo di Colonia, il cardinale Rainer Woelki, nell’omelia dell’eucaristia mattutina. “Nella nostra ordinazione episcopale e con l’ordinazione sacerdotale ci fu chiesto se eravamo pronti per il Signore, per incontrare i poveri, i senzatetto e bisognosi di ogni genere e di essere misericordioso con loro”, ha proseguito Woelki, ribadendo che per la Chiesa la preoccupazione per i poveri e gli ultimi è la prima questione. Il porporato ha osservato che “noi sperimentiamo nel nostro Paese, in questo momento, cosa succede quando le persone sono corteggiate politicamente su questo argomento. Il populismo alimenta l’atteggiamento de-solidale e stimola il bisogno di capri espiatori” e, secondo Woelki, “la gente viene imbrogliata crudelmente nella valutazione dei propri bisogni”. Il cardinale, riferendosi alla situazione della povertà, ha detto che “non è una realtà lontana, è la realtà di molte migliaia di persone qui nel nostro Paese. Nessuna società può essere chiamata umana se perde di vista il destino dei propri poveri, o scarica le colpe su altri poveri, rendendoli capro espiatorio”.

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