Pellegrinaggi: Rutelli (Priorità Cultura), “torna a vivere il tratto romano della Via Francigena”. Oltre centro pellegrini per due giorni in cammino

“Il pellegrinaggio è una parabola dell’esistenza che si muove come un cammino fatto di tappe più o meno luminose. Il significato principale per l’uomo moderno del pellegrinaggio è la ricerca, l’incamminarsi verso un senso. La sapienza greca lo ricorda bene: ‘una vita senza ricerca non merita di essere vissuta’. Una vita senza pellegrinaggio non ha senso”. Lo ha detto il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, salutando gli oltre cento pellegrini che il 17 e 18 settembre hanno camminato lungo i 30 chilometri del tratto romano, quello finale, della Via Francigena, da Formello fino alla Porta santa della Basilica Vaticana. Un percorso sui sentieri di arte, fede, natura e storia, attraversando il Parco di Veio e la sua area archeologica, le Riserve naturali dell’Insugherata e di Monte Mario, luoghi storici di culto come la Cappella della Visione di Sant’Ignazio e la Chiesa S. Lazzaro dei Lebbrosi, anticamente l’ultimo luogo di sosta dei pellegrini che percorrevano la Via Francigena diretti a San Pietro. Un tratto risistemato grazie all’impegno congiunto di diverse associazioni, tra cui “Priorità cultura” guidata dallo stesso Rutelli, e di concerto con enti e istituzioni regionali. Tra le varie cose è stato realizzato un ponte sul torrente Cremera che permette l’accesso in sicurezza nel parco di Vejo. Da qui i pellegrini a piedi possono raggiungere il Parco di Monte Mario passando per il Parco dell’Insugherata, un percorso che corrisponde all’attuale Cassia e Trionfale. “Un progetto sostenuto anche da Papa Francesco” ha ricordato Rutelli che fu ricevuto in udienza alla fine del 2013. “In quella occasione il Pontefice mi spinse ad andare avanti potendo contare, oltre che sul Comune e la Regione, anche sul Pontificio Consiglio per la Cultura, guidato dal card. Ravasi. La Francigena romana – ha aggiunto l’ex sindaco di Roma – è dedicata ai fedeli, ma vuole essere meta anche del sempre più crescente turismo ‘green’ e degli appassionati di camminate”. Lo sguardo ora è rivolto al futuro prossimo: “il pellegrino non ha paura di percorrere strade anche disagevoli ma vogliamo rendere questo tratto romano della Francigena ancora più decoroso, protetto e soprattutto fruibile anche da persone con difficoltà. Per questo – ha affermato Rutelli – lavoreremo per la messa in sicurezza, cartellonistica e sedute, tutto senza barriere architettoniche”.

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