Migranti: Msf, 5.749 persone morte alle frontiere. Bozza Dichiarazione di New York “troppo vaga”

“Nonostante alcuni spunti incoraggianti, la bozza della Dichiarazione di New York è troppo vaga, non ha l’urgenza necessaria a migliorare davvero le vite di rifugiati e migranti ed è lontana da ogni reale volontà di affrontare questa gravissima crisi globale”. Lo dichiara oggi Loris De Filippi, presidente di Medici senza frontiere, a proposito della bozza di documento su cui stanno discutendo oggi all’Onu nel vertice sulle migrazioni a New York. Secondo il report di Msf diffuso oggi, dal titolo “Reality Check. Come stanno le cose”  soltanto nell’ultimo anno 5.749 persone sono decedute alle frontiere di tutto il mondo. “La realtà testimoniata dalle nostre équipe – prosegue De Filippi – è che quegli stessi Paesi che parteciperanno al Summit sono già oggi responsabili della violazione dei principi espressi nel documento conclusivo”.  “Sappiano quei leader – afferma – che la sofferenza e il dolore che milioni di persone in fuga vivono ogni giorno non possono essere né cancellati né leniti da parole retoriche o semplici discorsi di circostanza. Occorrono misure concrete e visionarie, impegni audaci e forse impopolari, volontà concreta di cambiamento. Occorre che dicano in modo chiaro se davvero intendono fare ciò che serve, oppure se sono pronti ad accettare fino in fondo il prezzo del loro fallimento e del loro cinismo: più sofferenza, più dolore, più ingiustizia”.

“Mentre i leader si riuniranno per proclamare le loro promesse”, ricorda Msf nel suo report,  75.000 profughi siriani sono bloccati al confine giordano con la Siria a pochi chilometri da una zona di guerra, 350.000 rifugiati somali rischiano di essere rimandati da Dadaab, in Kenya, verso un Paese dove sarebbero in pericolo e in Libia decine di migliaia di persone “patiscono l’inferno in attesa della loro occasione per attraversare il Mediterraneo che, solo quest’anno, ha ucciso 3.200 uomini, donne e bambini”. Altrove nel mondo, i richiedenti asilo dell’America centrale fuggiti in Messico vengono trattati in modo atroce nell’ambito del “Programa Frontera Sur” finanziato dagli Stati Uniti; i Rohingya vengono privati dei loro diritti e sfruttati in tutto il Sud-Est asiatico; 2,6 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case dalla violenza scaturita da Boko Haram nella zona del Lago Ciad.

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