Cardinale Bagnasco: per la “fame dell’anima” le parole “non bastano più”

Per la “fame dell’anima” le parole umane “non bastano più”: ci vuole “un nuovo modo di stare nel mondo”, che parte dal primato dell’Eucaristia. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, presidente della Cei e inviato speciale del Papa al Congresso eucaristico, celebrando la Messa di chiusura nella zona della Fiera, con il palco affacciato sul mare. “Nel cuore dell’uomo, di ogni uomo – l’analisi di Bagnasco – è viva l’attesa di una “pienezza” di felicità e di un ‘per sempre’ nell’amore; attesa più grande di ciò che è temporale e puramente mondano. “È questa fame dell’anima – ha spiegato – che spinge la folla a seguire Gesù, nell’intuizione che le sue sono parole autentiche – ‘parole di vita eterna’ – che svelano e portano a compimento il mistero dell’esistenza”. “In ogni rapporto di comunione, soprattutto sponsale, viene il momento in cui – da sole – le parole non bastano più”, la tesi del presidente della Cei: “Si fa allora prepotente l’esigenza del dono totale di sé, che quelle parole invera”. “L’Eucaristia è proprio questo dono, dove la Parola si fa Carne e Sangue, Pane che nutre di grazia la vita, principio e forza di un nuovo modo di stare nel mondo”, ha esclamato Bagnasco, secondo il quale “entrare nel dinamismo eucaristico significa lasciarsi plasmare da Cristo, affidarsi al suo amore obbediente, farsi condurre dallo Spirito”. “Mangiare questo Pane – ha ammonito il cardinale – non può ridursi a un’abitudine, né a un gesto di amicizia fraterna; è aprirsi a Colui che è così grande da farsi tanto piccolo! È divenire come la goccia d’acqua versata nel calice del vino fino a ritrovare se stessi nel mistero di Dio, capaci di nuove relazioni con tutti”.

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