Summit Onu: scalabriniani, “documento finale carente, serve piano d’azione”

“Il documento finale approvato che sarà preso in esame dagli Stati membri nel prossimo Incontro di Alto Livello è carente nella creazione di un nuovo quadro per la protezione dei rifugiati e dei migranti in tutto il mondo”. Così si è espresso, già ad inizio di agosto, lo Scalabrini international migration network (Simn) insieme al Centro di studi migratori di New York (Cms) in vista del Summit su rifugiati e migranti che si terrà a a New York, alle Nazioni Unite, il 19 settembre. “Considerata la crisi di rifugiati e migranti nel mondo – osserva padre Alessandro Gazzola, superiore generale della Congregazione scalabriniana -, ci auguriamo che il documento conclusivo approfondisca più specificatamente un piano per una condivisione della responsabilità nel rispondere ai flussi migratori. Noi siamo pronti a metterci a lavoro con gli Stati membri per dare attuazione al documento, laddove si crei e realizzi un progetto più concreto di azione”. Gli Stati membri hanno ritardato l’adozione di un Global Compact per i rifugiati di ben due anni, mentre il mondo sta attraversando una crisi di rifugiati in tutti gli angoli del globo. “La comunità globale non può aspettare più a lungo, abbiamo bisogno di un’equa ripartizione delle responsabilità – , ha aggiunto p. Leonir Chiarello, direttore esecutivo del Simn e membro del Civil society steering committee delle Nazioni Unite per il Summit -. Mentre ci congratuliamo con gli Stati membri per l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi annuali dell’Unhcr per il reinsediamento dei gruppi vulnerabili chiediamo loro di lavorare su un piano concreto il più presto possibile per raggiungere questo obiettivo”.  L’auspicio è che la riunione del 19 settembre tra i Capi di Stato, Ministri e leader legati alle Nazioni Unite, la società civile, il settore privato, le organizzazioni internazionali e accademiche, e poi l’incontro del 20 settembre con il presidente Obama conduca a “nuovi e significati impegni in favore dei rifugiati”.

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