Migranti: Boldrini, “Stati Ue affrontino crisi collettivamente”

(DIRE-SIR) – “L’arrivo di poco più di un milione di persone in un continente di 820 milioni di abitanti può essere considerato una crisi? La risposta dovrebbe essere: no. Lo diventa se, invece di agire in maniera coordinata, ognuno agisce per sè, magari innalzando muri e barriere. E allora questa crisi diventa più di una crisi dei rifugiati e diventa una crisi dei nostri valori fondativi”. Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini, intervenendo a Strasburgo alla conferenza dei presidenti dei parlamenti del Consiglio d’Europa. “Diventa una crisi – ha spiegato – se si scarica la gestione del flusso su una manciata di Paesi: la Grecia del presidente Voutsis, che ringrazio, anche dopo la mia visita a Lesbo, dove ho visto gli sforzi fatti, e l’Italia, Stati frontalieri; e una parte del Nord Europa, meta dei richiedenti asilo, che lì intravedono migliori prospettive di vita. Diventa una crisi se si ritiene che la solidarietà sia a senso unico, se vogliamo ricevere assistenza nei periodi difficili, ma non vogliamo contribuire ad aiutare gli altri membri della famiglia europea quando ne hanno bisogno”. Per Boldrini “la colpa della crisi non è dei rifugiati. La crisi, cari colleghi, è dovuta al fatto che abbiamo deciso, in larga misura, di agire in maniera individuale e non collettiva”. Poi, ha domandato: “Possiamo semplicemente trovare soluzioni-tampone come chiudere temporaneamente una rotta? E’ così che pensiamo di risolvere il problema? Possiamo voltare la testa dall’altra parte, delegando l’accoglienza dei rifugiati a Paesi che non sempre rispettano i diritti umani, quando solo il 6% dei rifugiati al mondo è ospitato in Europa? Possiamo non impegnarci fino in fondo per porre fine ai conflitti che ci circondano, puntando l’attenzione sul vero deficit dei nostri tempi, il deficit di pace? Tutto intorno a noi, a sud, a est, ci sono conflitti”. Infine, Boldrini ha concluso :”Nella giornata mondiale della democrazia, oggi 15 settembre, ricordiamoci che, senza diritti, senza il rispetto dei diritti di tutti, dei diritti fondativi della nostra Europa, la democrazia non può esistere e rischia di diventare una scatola vuota”. (www.dire.it)

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