Diocesi: Bologna, crisi vocazioni. Un prete su tre è over 75

(DIRE-SIR) – Gli effetti della crisi delle vocazioni, che a Bologna perdura da anni, cominciano a farsi sentire. Dei 370 preti della diocesi, un terzo ha più di 75 anni. Nel complesso, circa il 60% ha oltre 65 anni e solo un terzo ha meno di 50 anni (quest’anno non sono previste nuove ordinazioni). I sacerdoti bolognesi si dividono 410 parrocchie, quindi molti di loro hanno la responsabilità di più comunità allo stesso tempo. Come cambiare questa inerzia? L’arcivescovo Matteo Zuppi ha una ricetta ben definita. “Non dobbiamo cercare la soluzione chiudendoci ma aprendoci”, sostiene Zuppi. Detto in altri termini, “una Chiesa appassionata sarà fertile – afferma l’arcivescovo – una Chiesa ripiegata su se stessa sarà sterile. Una Chiesa che si chiude e vive per se stessa, non fa figli: ci omologhiamo alla generazione”, scherza Zuppi, che rimarca l’idea invece di una Chiesa che “deve ritrovare la bellezza e la gioia di essere la madre”. L’arcivescovo ha incontrato la stampa questo pomeriggio, al termine della Tre giorni del clero. Ai sacerdoti bolognesi, Zuppi ha dato il mandato di andare in strada, di aprirsi alle comunità al di fuori delle parrocchie. Perché “le risposte le troveremo uscendo – ribadisce anche oggi l’arcivescovo – contaminandoci col mondo. Questa è l’Evangelii Gaudium, è il programma di Papa Francesco”. E il vero cristiano “non ha paura” di farlo, sottolinea Zuppi, “parla con tutti e non perde per questo la sua identità”. La crisi delle vocazioni e i tanti preti anziani porterà la Curia anche a ripensare anche la geografia delle parrocchie? “Certo – dice l’arcivescovo – ma le risposte non sono algebriche. Non sono filiali. La Chiesa per fortuna è più complicata, c’è ancora un dato umano. Ogni comunità ha la sua storia, pensate alla montagna”. Quindi “le risposte le troveremo insieme alle comunita”, uscendo, con la stessa preoccupazione di stare vicino a tutti”. Il 2017 a Bologna sarà l’anno del Congresso eucaristico diocesano, che cade ogni 10 anni. E quella sarà appunto l’occasione per un confronto con la città, spiega Zuppi. Il tema di questo congresso sarà “Date voi stessi da mangiare”, ciò che disse Gesù ai suoi discepoli alle prese una moltitudine di persone da sfamare con solo cinque pani e due pesci. E’ il segno di una Chiesa che “debole com’è – spiega l’arcivescovo – non si chiude, non si pensa solo al proprio interno”, che “non ha paura di andare, di confrontarsi, di distribuire quello che ha”. E ribadisce: “Solo guardando la folla troveremo le risposte per il nostro futuro”. In conferenza stampa Zuppi è affiancato dai suoi due vicari, monsignor Giovanni Silvagni e monsignor Stefano Ottani, che ribadisce il concetto di una Chiesa “povera e acciaccata”, “in ritardo”, “nel deserto”, che invece di “preoccuparsi solo di se stessa” è “attenta alla folla”, “sfama gli altri” e così facendo “guarisce se stessa”. (www.dire.it)

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