Cardinale Sepe: ai sacerdoti, “andate e portate il mantello della carità a coloro che sono stati denudati della loro dignità”

“Quante nudità materiali e morali! Strade piene di clochard e di poveracci, che combattono, anche contro le intemperie, la battaglia della sopravvivenza. Nelle carceri detenuti che sembrano aver perduto la loro dimensione umana perché forse dimenticati da tutti e abbandonati dalla famiglia, rimasti talvolta anche senza vestiti. Tanti emigrati girano per la città, che appaiono smarriti, disorientati, provati dalla miseria e soffrono il freddo della indifferenza, della non accoglienza e della mancata integrazione. Sotto i ponti della disperazione o fermi nelle stazioni e senza mete, uomini e donne denudati e affamati ci chiedono il mantello della carità e un segno di riconoscimento della loro dignità di figli di Dio”. Lo ha ricordato ieri sera il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, nella Messa per l’inizio dell’anno pastorale incentrato sulla terza opera di misericordia corporale “Vestire gli Ignudi”, tema della lettera pastorale scritta dall’arcivescovo e consegnata ai presbiteri nel corso della celebrazione. “Ma – ha avvertito il cardinale – le nudità che più risultano nocive e dannose per l’intero corpo sociale sono quelle morali. È la nudità causata dalla mancanza di valori dei senzaregole, dei senzascrupoli, dei senzalegge, dei senzapresente e dei senzafuturo. È la nudità che porta alla disperazione, che annulla ogni speranza di cambiamento, che spinge alla sopraffazione e alla violenza”. Proprio “sul fronte della nudità che è offesa alla dignità della persona, il campo si allarga e comprende il vasto mondo delle emarginazioni sociali che, come marchi infamanti, strappano il vestito della dignità soprattutto ai nostri giovani. Mi riferisco, in particolare, a quanti si dedicano al mercato della droga, una piaga devastante che, nell’assoluta illegalità, ha creato come un ‘sistema’ che gronda sangue, distruggendo intere famiglie e colpendo soprattutto le giovani generazioni”. È, ha osservato il cardinale, “un ‘sistema’ scellerato, perverso e mortale messo in piedi dalle organizzazioni malavitose e dalla camorra”. E quanta nudità nella dignità della persona si scopre nel “gioco d’azzardo; nell’umiliazione e nello sfruttamento delle donne a causa della pornografia e della prostituzione; nella mancanza di lavoro o nel lavoro nero”, nei “bambini abbandonati a se stessi, senza protezione, educazione, quasi figli di nessuno, preda della violenza e della prepotenza degli adulti!”. Di qui l’impegno lasciato dal cardinale Sepe ai sacerdoti: “Ecco il mandato che, a nome di Cristo e della Chiesa, vi consegno per questo nuovo anno pastorale: andate per tutte le strade della nostra diocesi e portate il mantello della carità a tutti coloro che sono stati denudati della loro dignità”.

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