Migranti: Medu, 90% subisce violenze. Il dramma delle donne e l’emergenza traumi psicologici

Almeno il 90% dei migranti dall’Africa sub-sahariana sono stati vittima di violenze, torture, stupri, trattamenti inumani e degradanti. Il luogo peggiore è la Libia (ma non solo), e la catena di sfruttamento coinvolge trafficanti, criminali, privati cittadini. Su 162 pazienti l’82% aveva segni fisici. Ma la vera emergenza sono i traumi psicologici, più subdoli e invalidanti, che necessitano di cure specializzate e mediatori culturali. E’ la situazione descritta da Medici per i diritti umani (Medu), che ha presentato oggi a Roma una mappa web interattiva sulle rotte dei migranti africani verso l’Europa. Il 30% dei migranti assistiti da Medu nei centri in Sicilia e a Roma sviluppano disturbi mentali e sofferenza psicologica: disturbi da stress post traumatico, disturbi del sonno, depressione. “Spesso non vengono diagnosticati o diagnosticati male e il nostro servizio sanitario non è attrezzato – ha denunciato Alberto Barbieri, coordinatore di Medu -. La situazione di marginalità acuisce questo disagio; spesso nei reparti psichiatrici il personale non è preparato, non hanno mediatori culturali. E’ una epidemia nascosta che ha bisogno di risposte”. Anna Dessì, di Medu, segue nello specifico le donne al Cara di Mineo e nei centri di accoglienza straordinaria di Ragusa: “Le donne lasciano il Paese per maltrattamenti familiari, perché sono vittime di tratta – ha raccontato -. Affrontano i viaggi in condizioni disperate. Nei check point nel deserto del Niger subiscono controlli e stupri. Si salvano solo quando hanno le mestruazioni perché gli arabi in quei giorni le considerano impure. In Libia vengono sequestrate e rimangono per giorni nelle mani degli aguzzini, che le costringono a chiamare casa per ottenere un riscatto. Oppure diventano schiave del sesso per i militari libici. Ci sono madri che subiscono violenza e vedono violentare le proprie figlie”. La città dove regna la follia più assoluta è Sabha, in Libia.  Strade pericolosissime, persone armate, colpi di arma da fuoco in strada. E i terribili “foyer”: case gestite dai trafficanti, con 30/40 migranti ammassati in stanze di 20 metri, senza luce, poca acqua e cibo, senza bagni, con una scatola come lettiera. Qui vengono picchiati per ottenere un riscatto, chiamati “animali”, violentati. “Lo scopo è annichilire la dignità umana – hanno spiegato gli operatori di Medu -. Perciò le persone che arrivano in Europa hanno bisogno di tutto l’aiuto e il supporto possibile per ricostruire le loro vite”.

 

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