Incontro di Assisi: 511 leader di 9 fedi religiose diverse. “La forza debole della preghiera di fronte alla prepotenza delle armi”

Conferenza stampa di presentazione dell’Incontro di Assisi (Roma, 13 settembre 2016)

“Dinanzi alla forza prepotente delle armi, la forza debole della preghiera”. Con questo “spirito” Assisi si appresta ad accogliere l’incontro internazionale “Sete di Pace. Religioni e Culture in dialogo” dal 18 al 20 settembre a 30 anni dallo storico incontro di preghiera per la pace convocato da Giovanni Paolo II il 27 ottobre 1986. A presentare oggi alla stampa l’evento sono stati monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio e padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi. L’incontro si aprirà domenica 18 settembre alla presenza del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. Alla Assemblea di inaugurazione prenderà la parola tra gli altri anche il Patriarca Bartolomeo I che sarà presente a tutto l’incontro. Martedì 20 settembre è previsto  l’arrivo ad Assisi di papa Francesco. Sono ad oggi 511 i leader delle religioni mondiali che hanno accolto l’invito e 12 mila i pellegrini che raggiungeranno la città del poverello per seguire l’incontro e la preghiera per la pace. Ad Assisi saranno presenti seguaci di 9 fedi religiose diverse. Ampia la copertura mediatica: sono 4 le sale stampa allestite per i 600 giornalisti accreditati e 47 le tv straniere che hanno chiesto di inviare il segnale delle dirette da Assisi. Dopo l’assemblea inaugurale di domenica, nei giorni di lunedì 19 e martedì 20 (mattina) si svolgeranno in diversi punti della città 19 panel dove – secondo la tradizione degli incontri di Sant’Egidio – speaker di divere religioni e culture si confronteranno su vari temi di attualità, dalla questione dei migranti, ai conflitti in atto nel mondo, le povertà e i temi legati alla salvaguardia del creato. Interverranno anche tre ministri della Repubblica: Stefano Orlando (Giustizia, sul tema delle carceri), Stefania Giannini (Istruzione, su scuola e pace) e Gian Luca Galletti (sui temi dell’ambiente). Sia Marco Impagliazzo sia padre Enzo Fortunato hanno ribadito che la città di Assisi sarà in questi giorni sicuramente “messa in sicurezza” perché è “giusto che ci siano i controlli” ma – hanno immediatamente ed entrambi precisato – “non sarà una città blindata”.
“30 anni fa – ha detto il vescovo Sorrentino – il mondo era alle prese con una guerra fredda ed una pace da difendere tra arsenali nucleari contrapposti. Oggi ci troviamo di fronte a quello che papa Francesco ha definito una terza guerra mondiale a pezzi in cui si fa fatica a capire in quale direzione sta andando il nostro mondo. E’ in questa situazione che emerge in tutta la sua forza l’intuizione di Giovanni Paolo II di invocare per la pace la forza della preghiera”. Ad Assisi responsabili delle religioni, uomini della cultura e del mondo della politica guarderanno la realtà ma lo faranno “con lo sguardo e il cuore della speranza”, perché – ha detto il vescovo – “i conti della storia non si fanno solo sulla narrazione dei tempi né sulle cronache degli eventi ma sul cuore degli uomini”.

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