Chiese di Sicilia: preoccupazione per occupazione, scuola e sanità

La Chiesa di Sicilia in apprensione per occupazione, scuola e sanità. I vescovi delle diciotto diocesi dell’isola si dicono preoccupati per “il depotenziamento delle strutture sanitarie in Sicilia che garantiscono ai cittadini il diritto alla salute e la paventata chiusura di alcuni presidi ospedalieri, destano apprensione e preoccupazione”. Da domenica 11 settembre a oggi la Conferenza episcopale siciliana ha svolto i lavori della sessione autinnale a Caltagirone, dove hanno preso parte alla Giornata regionale delle famiglie e ai festeggiamenti per il bicentenario della diocesi ospitante. Al termine dell’assise, i presuli sono intervenuti su questioni riguardanti la vita quotidiana degli abitanti dell’isola. In merito alla questione relativa alle strutture sanitarie siciliane, hanno auspicato anche che “i criteri di riorganizzazione della sanità siano ispirati alla dignità della persona umana, salvaguardando le zone disagiate e periferiche della nostra regione”. All’attenzione della Conferenza episcopale siciliana anche “la grave situazione occupazionale che riguarda una molteplicità di settori: dall’agricoltura alla pesca, all’edilizia, al settore del pubblico impiego” e invitano a porre “particolare attenzione alla formazione professionale dei minori in obbligo scolastico”. I vescovi hanno espresso apprensione per la formazione professionale che, scrivono, “in questi ultimi anni ha subito un notevole calo di alunni e il conseguente licenziamento di molti docenti e operatori a causa delle inadempienze della Regione siciliana”. Preoccupazione anche “per il fenomeno, purtroppo in aumento, della dispersione scolastica che espone i ragazzi a numerosi e gravi rischi di sfruttamento e devianze”. Un pensiero speciale, infine, a studenti e docenti “che si avviano a vivere una nuova tappa dell’avventura educativa, che consentirà loro di progredire insieme nella crescita umana e culturale, personale e collettiva per un futuro migliore”.

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