Papa Francesco: Angelus, “rendere più giusto e più abitabile il mondo”

“Tante ingiustizie, violenze e cattiverie quotidiane nascono dall’idea di comportarci come padroni della vita degli altri. Abbiamo un solo padrone a cui non piace farsi chiamare ‘padrone’ ma “Padre’. Noi tutti siamo servi, peccatori e figli: Lui è l’unico Padre”. Lo ha affermato Papa Francesco ieri, prima della recita dell’Angelus, da piazza San Pietro. “Gesù – ha detto il Papa commentando il Vangelo della domenica – oggi ci ricorda che l’attesa della beatitudine eterna non ci dispensa dall’impegno di rendere più giusto e più abitabile il mondo. Anzi, proprio questa nostra speranza di possedere il Regno nell’eternità ci spinge a operare per migliorare le condizioni della vita terrena, specialmente dei fratelli più deboli. La Vergine Maria ci aiuti a essere persone e comunità non appiattite sul presente, o, peggio, nostalgiche del passato, ma protese verso il futuro di Dio, verso l’incontro con Lui, nostra vita e nostra speranza”. D’altronde, aveva ricordato poco prima, “il discepolo è colui che attende il Signore e il suo Regno”.

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