Paolo VI: omelia di mons. Semeraro ricordando il beato pontefice scomparso nel 1978

“La memoria del beato Paolo VI è fissata, lo sappiamo bene, al 26 settembre, giorno del suo ingresso in quella scena ‘scena temporale e terrena’, che nel suo Testamento egli stesso descriverà come ‘stupenda e drammatica’. Scelta singolare, quella fatta da Papa Francesco, considerata la prassi di far coincidere una memoria liturgica con un altro dies natalis, quello del transito al cielo. Ma noi, per ragioni intime e diverse, abbiamo vivo il ricordo di quel 6 agosto 1978”, giorno della morte di Giovanni Battista Montini (1897-1978), “e nella solennità della Trasfigurazione del Signore torniamo spontaneamente col ricordo e con la preghiera alla persona di questo grande Papa”. Così mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, ha ricordato oggi il beato Papa Paolo VI, durante l’omelia della messa celebrata nelle Grotte vaticane. “La sua fu una vita trasfigurata, come il padre Sapienza titolò una raccolta di testi montiniani”. “Per non dimenticare, tuttavia, la memoria liturgica di Paolo VI e, anzi, in qualche maniera anche guardando ad essa, riprendo un’espressione che è inserita nell’orazione colletta. Dice così: ‘O Dio, sorgente della vita, che al tuo servo, il beato Paolo VI, Papa, ti sei rivelato mistero di pace e di beatitudine…’. Questa espressione egli la pronunciò nel Natale 1975, mentre chiudeva l’Anno santo che aveva indetto nella prospettiva del mistero della riconciliazione e del perdono”.
Il significato del Giubileo era ravvisato da Montini nel “battere ancora alla porta della casa paterna”. Infine: “Amare per conoscere e conoscere per amare, perché solo l’amore è ‘generatore d’amore’. Così diceva e qui sentiamo pronunciate parole attuali, che ancora oggi il Successore di Pietro ripete: ‘Non l’odio, non la contesa, ma l’amore generatore di amore, l’amore dell’uomo per l’uomo, non per alcun provvisorio ed equivoco interesse, ma per l’amore a Te; a Te, o Cristo scoperto nella sofferenza e nel bisogno di ogni nostro simile’. Così a Paolo VI Iddio si è rivelato quale mistero di pace e di beatitudine”.

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