Funerali Terremoto: Amatrice, sull’altare una statua della Madonna posta su un cumulo di macerie

(dall’inviato Sir ad Amatrice) Una statua della Madonna, posta su un cumulo di macerie. Un Cristo Crocifisso sospeso sull’altare, penzoloni, mosso dal vento. Sullo sfondo i cumuli di macerie dell’ala crollata, sotto le scosse del sisma del 24 agosto, dell’Istituto Don Minozzi. Si presenta così il tendone allestito ad Amatrice dove alle 18 il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, presiederà i funerali delle vittime del terremoto. Quaranta, secondo fonti della Protezione civile, le salme presenti, in rappresentanza di tutti i caduti nel versante laziale delle zone colpite. A concelebrare il rito sono attesi i vescovi emeriti di Rieti, monsignor Delio Lucarelli e monsignor Giuseppe Molinari, quello emerito di Viterbo, monsignor Lorenzo Chiarinelli, e monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, la diocesi del versante marchigiano duramente colpita dal terremoto. Nella grande tensostruttura, le 28 bare vengono portate a spalla dai volontari delle Misericordie e disposte davanti l’altare. Tutte ricoperte dai fiori dei familiari. Due sono di fratellini tre anni e cinque mesi. Su ciascun feretro un foglio che riporta il nome del defunto. Le polemiche sui funerali di ieri sembrano placate e nel piccolo borgo adesso è il momento del silenzio. Sulla zona si è già abbattuto un primo temporale e il cielo plumbeo fa presagire altri rovesci. Amatrice si sta ritrovando dentro il grande tendone dove sono attese le massime cariche dello Stato. Nel parco antistante il centro di coordinamento comunale è stato allestito un maxischermo. I familiari cominciano a prendere i posti assegnati all’interno della tenda mentre vengono salutati da amici e parenti. La commozione è grande. “Sono colpito dalla grande forza di animo di questa gente – ha dichiarato al Sir mons. Chiarinelli – e ammirato dalla solidarietà che anima i soccorritori. Davanti a tanta distruzione questo ci aiuta a non perdere la speranza”.

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