Terremoto: funerali a Pomezia. Mons. Semeraro (Albano), “riconoscenti verso tutti i ‘samaritani’ che si stanno prendendo cura delle vittime”

“Il dolore e la sofferenza causate dal sisma oltrepassano questi morti e si volgono a tutti quelli che ne subiscono nel corpo e nel cuore i contraccolpi: per tutti loro c’è il sentimento della vicinanza affettuosa e l’impegno di adoperarci perché i loro disagi e le loro pene siano alleviati”. Lo ha affermato, oggi pomeriggio, monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano, celebrando i funerali di sei vittime del terremoto in piazza Indipendenza, a Pomezia. “Un antico testo che ci giunge dall’ebraismo – ha ricordato – dice che ‘se qualcuno salva una sola anima le Scritture gli riconoscono il merito di avere salvato il mondo intero’. Ed ecco che noi siamo davvero riconoscenti verso tutte quelle persone che, in forma ufficiale o volontaria, uomini e donne conosciuti ma anche anonimi e improvvisati samaritani nelle forme più varie si stanno prendendo cura delle vittime. Vorremmo essere tutti loro. Per questo ci impegniamo a sostenere il loro intervento in tutte le forme che ci sono possibili”. Il presule ha pure rammentato che “la Chiesa italiana – che attraverso le sue Caritas diocesane sta operando sin dalle prime ore e che, per fare fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali, ha già disposto un immediato stanziamento di un milione di euro dai fondi dell’otto per mille – ha indetto una colletta nazionale da tenersi in tutte le Chiese italiane il prossimo 18 settembre, in concomitanza con il 26° Congresso eucaristico nazionale, come frutto della carità che da esso deriva e di partecipazione di tutti ai bisogni concreti delle popolazioni colpite. È una iniziativa che, unendosi alle altre valide avviate in queste ore nelle sedi competenti, fa appello alla nostra carità cristiana”.

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