Sud Sudan: i missionari Verbiti costretti a lasciare il Paese per i continui attacchi alla loro missione

I Verbiti lasciano il Sud Sudan. È il triste risultato di una prolungata serie di brutali attacchi alla missione di Lainya, dove sono presenti molti profughi anche ugandesi. Le violenze hanno destabilizzato la regione e messo in grave pericolo la popolazione ed i missionari della Società del Verbo Divino. Il futuro per il Sud Sudan appare tetro. I Verbiti hanno deciso di abbandonare la loro missione fondata nel 2012 confermando: “Alla fine ci siamo sentiti spettatori impotenti, catturati in un vortice di invidia, odio e violenza senza fine”, ha confermato il missionario verbita padre Francis Joseph Naduviledathu al portale della Chiesa tedesca katholisch.de. I militari e le milizie dei ribelli hanno combattuto a Lainya “lotte brutali”, ha confermato il missionario, precisando che “la pace resta un sogno lontano nel Sud Sudan”. Una notte soldati governativi ubriachi hanno sparato selvaggiamente per le strade di Lainya, ha raccontato p. Naduviledathu, e alla fine del mese di luglio la missione è stata attaccata dai soldati: “Ci hanno intimiditi con le loro armi, hanno scelto due degli ugandesi rifugiati nella missione, li hanno trascinati in prossimità della chiesa e sparato su di loro. Uno degli ugandesi è morto sul colpo”, ha raccontato padre Francis Joseph, confermando che un ritorno in Sud Sudan in tempi brevi sarà “improbabile”.

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