Simposi Rosminiani: mons. Selvadagi, “nella coscienza l’uomo è solo con Dio”

“I documenti del Concilio chiedono espressamente il rispetto delle tradizioni locali e delle grandi religioni”. Lo ha detto stamattina monsignor Paolo Selvadagi, intervenendo al diciassettesimo corso dei Simposi Rosminiani, dedicato quest’anno al tema “I semi del Verbo nel pluralismo religioso, teologico e filosofico”. Per quanto riguarda gli aspetti unificanti monsignor Selvadagi ha fatto riferimento alla “coscienza che rappresenta il sacrario dell’uomo, dove egli è solo con Dio”. Samuele Francesco Tadini ha proposto il tema: “Teosofia rosminiana e ontologie dominanti. Per un pluralismo costruttivo”, presentando un confronto tra il pensiero rosminiano e quello contemporaneo con particolari riferimenti a Ryle, Quine, Strawson e Wittgenstein. Per Rosmini, ha ricordato Tadini “la filosofia non è soltanto analisi ma scienza delle ragioni ultime”. Il relatore ha posto la domanda: “Che cosa rende vera una cosa vera?”. Per Tadini, la risposta sono “i fattori di verità o Truth-markers. Il discorso è poi entrato nella complessità della defi-nizione di persona”.

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