Meeting di Rimini: Nabil Al Lao (Siria), “aprire dei corridoi umanitari. Che almeno si possa morire con dignità”

(Dall’inviato Sir a Rimini) “Questa Siria che vedo alla tv non è la mia Siria. Bisogna aprire dei corridoi umanitari: che almeno si possa morire con dignità”. È la testimonianza portata nella serata di ieri al Meeting di Rimini da Nabil Al Lao, già rettore di Università a Damasco, e Fondatore del teatro dell’Opera della capitale siriana. Cittadino siriano che, per le vicende della guerra, è stato costretto, nel 2013, a lasciare Damasco per approdare prima a Beirut, in Libano, poi in Francia e, sempre durante il 2013, in Italia. Ha passato un anno “di solitudine, alla ricerca di me stesso, da una signora che mi ha accolto come un figlio, in un paesino presso il Lago Maggiore”. Ai partecipanti del Meeting, Al Lao, che vive a Gallarate e insegna a Milano, in ambito universitario, ha parlato della esigenza di “imparare a perdonare coloro che hanno fatto tanto male”. Chiaro il riferimento al tema del Meeting, “Tu sei un bene per me”. “Veramente io ho provato qui che l’altro è un bene per me – ha aggiunto – molti qui mi hanno regalato un sorriso, un posto alla loro tavola, una bellissima compagnia. Grazie a voi cerco di imparare come posso perdonare quelli che mi hanno buttato fuori dal mio Paese”. “La nostra storia – ha concluso – è parte integrante della vostra storia. La via di Damasco è arrivata fino a Roma”.

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