Colombia: sciopero civico nel Chocó. Il vescovo di Quibdó, “è pienamente giustificato”

Si sentono completamente abbandonati dallo Stato colombiano. Così, dallo scorso 17 agosto gli abitanti del dipartimento del Chocó (regione della Colombia occidentale che si affaccia sul Pacifico) hanno iniziato uno “sciopero civico”. Sull’agitazione dei cittadini è intervenuto – come riporta il sito della Conferenza episcopale colombiana – il vescovo di Quibdó, mons. Juan Carlos Barreto, il quale parla di “abbandono dello Stato verso questa popolazione”. La situazione, afferma mons. Barreto, “è molto critica nelle campagne per quanto riguarda la salute, il sistema educativo, le infrastrutture viarie. Tutto questo configura una crisi umanitaria, dentro una violazione dei diritti umani verso gli abitanti del Chocó. Quindi lo sciopero è pienamente giustificato”. Mons. Barreto ricorda che, fin dal 2014, le diocesi di Quibdó, Ismina-Tadó y Apartadó, assieme ad alcune organizzazioni afro e indigene, hanno denunciato davanti allo Stato e a diversi organismi nazionali e internazionali che si occupano di diritti umani la crisi umanitaria che coinvolge la popolazione della regione, senza ottenere risultati concreti. Conclude il vescovo: “Lo Stato purtroppo non ha dato risposte effettive, perciò la gente è stanca di sentir parlare di concertazione e dialogo”.

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