Putin-Erdogan: Costalli, “non cambia situazione” ma Ue diventi “attore della politica internazionale”

Quanto si deve preoccupare l’Europa della rinata collaborazione “fra lo Zar di Mosca e il Sultano di Ankara? Se si trattasse di combattere una guerra su fronti opposti, molto. Ma poiché non è questo il contesto in cui ci troviamo, le dichiarazioni di San Pietroburgo non cambiano più di tanto la situazione”. Ad affermarlo, in una nota per il Sir, è l’esperto di questioni internazionali, Stefano Costalli, secondo il quale dal punto di vista economico, “la Russia non è in grado di sostituire l’Ue come partner della Turchia”, e se Mosca “potrebbe in parte sostituire gli Usa come partner militare se Erdogan decidesse davvero di uscire dalla Nato”, anche in questo caso “il saldo sarebbe negativo”. Sia Putin sia Erdogan, prosegue Costalli, hanno commesso vari errori “nelle loro politiche estere spregiudicate degli ultimi anni. Difficile pensare che non ne commetteranno altri”. Inoltre, “proprio per il loro atteggiamento di estrema flessibilità, non dovrebbe essere troppo difficile dividerli, se effettivamente si unissero. Ad esempio, l’Ue e gli Usa potrebbero coinvolgere la Russia in un’iniziativa diplomatica volta a chiudere la vicenda Isis, la lunga guerra siriana e la controversia sull’Ucraina. Cosa farebbe a quel punto Erdogan?”. Certo, puntualizza l’esperto, l’Ue “dovrebbe sviluppare un’idea di politica estera veramente comune, ma ormai è chiaro che o l’Unione si ripensa seriamente, o è destinata al collasso”. L’Europa, conclude Costalli, “ha carte importanti da giocare per ampliare e stabilizzare una zona di pace ai suoi confini, ma deve prima riflettere sulla propria identità e diventare finalmente attore, e non solo un fattore, della politica internazionale”.

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