Giovani: mons. Angiuli (Ugento-Santa Maria di Leuca), “Carta di Leuca contro un Mediterraneo mare mortuum”

“Il Mediterraneo e la Puglia, la terra tra due mari, devono rimanere luoghi di incontro tra le culture e i popoli”. Lo ha affermato il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli, nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto sul piazzale del Santuario della Vergine de finibus terrae, a Leuca, al termine dell’incontro “Mediterraneo, un mare di ponti” (11-14 agosto 2016), durante il quale è stata approvata la “#cartadileuca.0”. “Non è difficile riconoscere dentro l’accogliente, protettivo e domestico mar Mediterraneo, il ‘mare nostrum’, il mare noto e conosciuto, perché culla di civiltà e di storia”, ha osservato nella sua omelia mons. Angiuli, secondo cui “non ci sfugge, però, che lo stesso mare-culla, in non pochi casi si sia trasformato, lungo il corso dei secoli, in una tomba liquida”. “Nel nostro tempo – ha aggiunto il vescovo – le acque sapide del ‘mare nostrum’ sono diventate le velenose acque del ‘mare mortuum’, dove persone inermi trovano la loro ultima dimora”. “Firmando la Carta di Leuca, voi cari giovani, avete voluto contestare questo tragico esito”, ha proseguito Angiuli, che ha auspicato: “Sognate la ‘via maris’ come ‘via pacis’, perché essa è percorsa non solo dagli uomini, ma anche da Dio”.

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