Papa Francesco: udienza, “la misericordia è un cammino che parte dal cuore per arrivare alle mani”

foto SIR/Marco Calvarese

“Specialmente nel Giubileo, la madre Chiesa riceve i suoi figli riconoscendo in loro la vita donata dalla grazia di Dio. È in forza di tale grazia, la grazia del Battesimo, che la Chiesa diventa madre e che ciascuno diventa suo figlio”. Lo ha ricordato Papa Francesco durante la catechesi dell’udienza generale di questa mattina, tenuta come la scorsa settimana nell’Aula Paolo VI. Commentando l’episodio del Vangelo, accaduto sulla porta di Nain, quando Gesù compie il miracolo della risurrezione di un ragazzo morto perché mosso a compassione dalle lacrime della madre, Francesco ha spiegato che “di fronte al ragazzo tornato in vita e restituito alla madre, ‘tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo’: ‘Un grande profeta è sorto tra noi’ e ‘Dio ha visitato il suo popolo’. Quanto Gesù ha fatto non è dunque solo un’azione di salvezza destinata alla vedova e al suo figlio, o un gesto di bontà limitato a quella cittadina. Nel soccorso misericordioso di Gesù, Dio va incontro al suo popolo, in Lui appare e continuerà ad apparire all’umanità tutta la grazia di Dio”. Per questo – l’attualizzazione del brano del Vangelo con l’Anno Santo della misericordia – “celebrando questo Giubileo, che ho voluto fosse vissuto in tutte le Chiese particolari e non solo a Roma, è come se tutta la Chiesa sparsa nel mondo si unisse nell’unico canto di lode al Signore. Anche oggi la Chiesa riconosce di essere visitata da Dio”. Perciò, ha aggiunto il Papa, “avviandoci alla Porta della Misericordia, ognuno sa di avviarsi alla porta del cuore misericordioso di Gesù: è Lui infatti la vera Porta che conduce alla salvezza e ci restituisce a una vita nuova”. Ed ecco la conclusione che ha il sapore dell’impegno: “La misericordia, sia in Gesù sia in noi, è un cammino che parte dal cuore per arrivare alle mani… alle opere di misericordia”.

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