Cardinale Betori: Messa san Lorenzo, “ci è sempre chiesto un esercizio concreto della carità e del dono”

“Una Chiesa che fa del dono, della cura dei poveri la sua azione quotidiana, non fatica a diventare una Chiesa martire. A noi, a cui in questo momento non è chiesto di offrire la nostra esistenza in un martirio cruento, è però sempre chiesto un esercizio concreto della carità e del dono”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, per la festa di san Lorenzo presieduta nell’omonima basilica. “Negli anni scorsi ebbi modo di ricordare che la realtà del martirio non è affatto confinata nei primi secoli della storia cristiana”, ha rammentato l’arcivescovo, per il quale, però, “il martirio dei cristiani non si è fermato”. “Oggi ne sono vittime uomini e donne in tante parti del mondo, in particolare in Paesi dell’Asia e dell’Africa”, ha evidenziato Betori, per il quale “le cronache del loro sacrificio si confondono nella grande comunicazione con quelle delle tante guerre e oppressioni che insanguinano il volto del nostro mondo, ma non possiamo dimenticarli e vanno invece riconosciuti come partecipazione al mistero della Croce di Cristo”. Per questo “sentiamo vicini questi fratelli e sorelle, facciamo sentire alle loro comunità la gratitudine che dobbiamo alla loro coraggiosa testimonianza, che ci richiama alla preziosità della fede”. Commentando la figura di san Lorenzo, il cardinale ha sottolineato che ci è chiesta “una carità che si esprima nella solidarietà e nel farsi carico dell’altro, ma anche una carità che si attua come servizio di animazione della società nella prospettiva del bene di tutti”. “A noi – ha aggiunto – chiedono di misurarci su un’accoglienza oggettivamente sempre più complessa ma che mai si può chiudere di fronte alle vittime delle guerre e delle povertà del mondo; su una convivenza tra culture e religioni; su un impegno condiviso nel ridare vita al tessuto sociale e produttivo del territorio; sull’individuazione e la strutturazione di spazi al servizio dei legami sociali e dell’identità culturale di un popolo”. “Su quest’ultimo fronte – ha annunciato Betori – sono lieto di segnalare che giungono riscontri oggettivi di avanzamento di concreti progetti per il recupero del complesso di Sant’Orsola, progetti che dovrebbero giungere a breve a una risolutiva definizione”.

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