Cardinale Bassetti: Messa san Lorenzo, “icona viva della carità cristiana”. Occorrono forme nuove di solidarietà

Il cardinale Gualtiero Bassetti

“Il culto di San Lorenzo, diacono e martire della chiesa di Roma, si è diffuso nell’antichità in molte zone d’Italia e d’Europa. Esso è divenuto nel tempo icona viva della carità cristiana, praticata in modo eroico, fino al dono totale di se stessi e della propria vita”. Lo ha affermato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nell’omelia della messa per la solennità di san Lorenzo, diacono e martire, titolare della cattedrale del capoluogo umbro. “Nell’anno del Giubileo straordinario della misericordia, san Lorenzo ci ricorda che la carità è manifestazione della misericordia. Se il cuore è pieno di grazia esso è anche aperto all’aiuto del prossimo. Se una Chiesa vive nell’amore del Signore, essa – ha detto Bassetti – è attenta e sollecita alle sofferenze dei fratelli. La presenza di Gesù in mezzo a una comunità è tanto più visibile quanto più essa risplende nell’aiuto a quanti soffrono per la malattia, la solitudine e la povertà”. “Tutti noi, sull’esempio di Lorenzo siamo chiamati a nutrire nel cuore sentimenti di misericordia e a vivere la carità con l’impegno di tutta la vita”. “Mossa dall’insegnamento del Vangelo e dall’esempio del patrono san Lorenzo, la Chiesa perusino-pievese, in questi ultimi tempi, travagliati dalla crisi economica, ha voluto esser presente in mezzo a tante realtà di sofferenza e umiliazione per portare una parola di speranza e un segno concreto di aiuto”.
Il porporato ha aggiunto: “Con le collette annuali del Fondo di solidarietà si sono potute aiutare tante famiglie nel bisogno, con l’apertura dei quattro Empori della solidarietà si sono create le condizioni perché a nessuno manchi mai il cibo per la propria famiglia, con l’accoglienza dei profughi si è voluto dar seguito alle parole di Gesù: ‘Ero forestiero e mi avete accolto’. A tal proposito desidero ringraziare la Caritas e tutti coloro che esercitano un volontariato attivo nei confronti del prossimo”. Ma “accanto al nutrimento materiale non dobbiamo mai far mancare il quello dello spirito, fatto di vicinanza solidale, di comprensione, affetto e amore disinteressato. La crisi economica, se ha gettato molte realtà familiari (e soprattutto molti giovani) nel panico di una vita insicura, senza prospettive per l’avvenire, ha anche accresciuto in molti quell’apatia per la vita e per le relazioni umane, spesso sfociata in casi di efferata violenza, di soprusi familiari e di devastazione dell’esistenza, bruciata alla ricerca dell’evasione possibile, procurata dalla droga o da altri vizi distruttori, come l’alcool e il gioco d’azzardo patologico, che stanno devastando migliaia di persone e altrettante famiglie. Nella nostra città, dall’inizio dell’anno, abbiamo pianto diverse morti per droga. Nell’intera provincia di Perugia i casi di overdose segnalati sono stati sedici, quasi due al mese, di cui alcuni mortali”.
Secondo il cardinale, “la comunità cristiana e anche quella civile non possono non interrogarsi su questi fenomeni devastanti che, forse, non sono che la punta di un iceberg ben più vasto, fatto di tanti malesseri sovrapposti, che la società odierna, con tutta la sua seducente tecnologia, non riesce a debellare, anzi, quasi ne genera essa stessa sempre di nuovi. La carità oggi deve dunque assumere forme nuove”.

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