Venezuela: Marquez (Caritas), “da soli non ce la possiamo fare, servono aiuti internazionali”

“Speriamo che venga consentito l’ingresso di aiuti da parte della cooperazione internazionale. Da soli non ce la possiamo fare, servono prodotti di tutti i generi”. È l’appello lanciato da Janeth Marquez, direttrice esecutiva di Caritas Venezuela, rispetto alla situazione economico-sociale del Paese sudamericano. “Aiuti statali non ne esistono, tutti bussano qui, le richieste si stanno moltiplicando”, afferma Marquez, secondo cui “la carenza più grave è quella di medicinali”. “Il nostro è sempre più un aiuto anche psicologico – rivela la direttrice generale – la gente è sempre più sfiduciata e depressa, sta morendo la speranza. Noi siamo a disposizione, vorremo poter aiutare di più, se solo il Governo volesse”. In effetti la Chiesa, con la sua struttura, è forse l’unica realtà ad avere ancora una certa capillarità e gode della fiducia della popolazione; sono attive trenta Caritas diocesane e la rete delle parrocchie. Il Governo non ha dato il via libera ad aiuti internazionali, “ma stiamo negoziando”, riferisce la direttrice.
Nelle scorse settimane si è verificato un vero e proprio esodo con decine e decine di migliaia di persone che hanno attraversato la frontiera – chiusa da quasi un anno – per recarsi in Colombia a fare la spesa: “Da una parte ringraziamo la Colombia e per qualcuno è stata una cosa positiva”, osserva Marquez, per la quale “occorre però rimuovere le cause che hanno portato alla chiusura della frontiera” e, in ogni caso, non può essere questo il modo per risolvere a lungo termine la crisi economica del Venezuela. Anche perché, conclude, “i più poveri non possono permettersi la spesa in Colombia, a causa dell’inflazione e del cambio sfavorevole tra bolivar e pesos”.

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