Nuovi media: Bardazzi (esperto) a giornali Fisc, informazione “multipiattaforma”. Sfida è “l’attenzione delle persone”

La “disruption” (sconvolgimento) del giornalismo è avvenuta nel biennio 2006-2007 con l’apertura di Facebook, fino ad allora chiuso nelle università, al mondo (26 febbraio 2006), e il decollo degli aggregatori di notizie come Google news e Huffington Post. Lo ha spiegato oggi a Roma, presso la sede della Cei, Marco Bardazzi, giornalista ed esperto di comunicazione. Parlando all’incontro promosso dall’Ufficio comunicazioni sociali per i giornali della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), Bardazzi ha esordito così: “Voi rappresentate una delle realtà più importanti dell’editoria italiana, sia per la qualità dell’informazione sia perché siete una palestra di giornalismo per i giovani professionisti, una palestra per il futuro della professione”. Delineando lo scenario odierno del giornalismo, l’esperto ha sottolineato che “lo sconvolgimento vero è stato rappresentato dal decollo dei social media”. Altro grande momento di svolta la trasformazione dei telefonini da semplici cellulari a smartphone, consentendo di accedere alla rete. “Nel gennaio 2007 Stev Jobs lancia l’Iphone e si capisce che occorre riunire tutte le funzioni in un unico strumento e per di più touch, per consentire la fruizione dei contenuti in modalità diverse”. Oggi, ricorda, “nel mondo si contano 3 miliardi di utenti Internet e 2 miliardi di profili attivi sui social”, mentre “nel giornalismo le tre parole del momento sono digital, mobile, sharing”. Per questo “l’informazione oggi deve essere multipiattaforma”. Bardazzi richiama anche Snapchat (valore 16 miliardi) e gli instant articles pubblicati direttamente su Facebook dal New York Times e da Repubblica “nella convinzione che sia importante legare le persone all’autorevolezza della testata portando i contenuti nei social e non chiedendo alle persone di uscire dai social”. “La lotta dei prossimi anni – avverte – sarà quella dell’attenzione delle persone raggiunte in ogni momento sui loro strumenti mobili”, e la sfida tra Facebook e Google è quella della rincorsa sui tempi, della velocità di consultazione. Terreno di confronto e scontro saranno i video. “Sono lo strumento più potente che abbiamo. Criticità ma anche opportunità per il nostro mondo”.

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