Ue: Commissione richiama la Polonia, “minacce allo stato di diritto”. La risposta di Kaczynski

(Bruxelles) “La Commissione ritiene che vi sia una minaccia sistemica per lo stato di diritto in Polonia”. È un passaggio della “raccomandazione sullo stato di diritto” adottata ieri dalla Commissione Ue, documento che sta facendo discutere tra Bruxelles e Varsavia. Il collegio ha premesso di aver effettuato “intense consultazioni” con “le autorità polacche; e nella sua “raccomandazione” delinea “le preoccupazioni sul funzionamento della Corte costituzionale”, indicando vie “concrete su come affrontare queste preoccupazioni”. “Il fatto che la Corte costituzionale non sia in grado di garantire pienamente il controllo costituzionale, che costituisce una delle garanzie essenziali dello stato di diritto”, in Polonia come altrove, “mina la sua integrità, la sua stabilità e il suo buon funzionamento”. L’Esecutivo Juncker era già intervenuto sulla situazione nel Paese centroeuropeo il 1° giugno scorso; ora si concentra sull’adozione da parte del Parlamento polacco, il 22 luglio, di una nuova legge sulla Corte costituzionale. “Dopo aver esaminato la situazione nel suo complesso, soprattutto alla luce della nuova legge, la Commissione ha concluso che, anche se questo testo tiene conto di alcune delle sue preoccupazioni, rimangono rilevanti elementi di inquietudine per quanto riguarda lo stato di diritto in Polonia”.
Da Varsavia risponde, seppur non ufficialmente, la maggioranza politica attraverso l’ex primo ministro Jaroslaw Kaczynski, presidente del partito di governo Diritto e giustizia (Pis) che esprime la premier Beata Szydlo. Kaczynski afferma che si tratta di critiche che lo “divertono” e che “non hanno nulla a che vedere” con la realtà polacca. Al giornale tedesco Bild dichiara poi che i provvedimenti evocati dalla Commissione – circa la posizione e il voto della Polonia in seno al Consiglio Ue – sono “fuori dalla giurisdizione dei trattati dell’Ue”. “La Polonia è uno Stato sovrano e noi vogliamo gli stessi diritti di tutti gli altri Paesi dell’Unione. Non di più, ma neanche di meno”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy