Mezzogiorno: Svimez, nel 2015 +94mila occupati, ma rischio povertà triplo rispetto al resto del Paese

Nel 2015 gli occupati nelle regioni meridionali sono aumentati di 94 mila unità, pari a +1,6%, mentre in quelle del Centro-Nord si registra una crescita di 91 mila unità (+0,6%). Ma mentre il Centro – Nord ha recuperato quasi interamente i livelli occupazionali pre-crisi, il Sud è ancora sotto la soglia del 2008 di quasi mezzo milione. E’ quanto si legge nelle anticipazioni del rapporto Svimez che verrà presentato a fine ottobre. Nel Mezzogiorno ci sono stati 37 mila occupati in più (+1%) tra i dipendenti a tempo indeterminato, grazie alla decontribuzione sulle assunzioni con le nuove regole del Job Act. Ma il maggior contributo alla ripresa occupazionale è venuto dai contratti a termine, +56 mila, pari a +7,4%, e ciò si spiega col fatto che a trainare la ripresa meridionale siano stati soprattutto agricoltura e turismo. Per la Svimez occorre “ripristinare nella formula del 2015 la decontribuzione sulle assunzioni a tutele crescenti, il cui affievolimento nel 2016 è probabilmente la ragione principale del rallentamento della dinamica occupazionale nel primo trimestre di quest’anno”. Ancora preoccupante il contesto sociale: “la grande recessione – spiega un comunicato – ha inciso pesantemente sulle condizioni delle famiglie, in particolare quelle più numerose. Gli individui in condizione di povertà assoluta sono aumentati di 218 mila unità nel Mezzogiorno. E il rischio povertà è nel Sud triplo rispetto al resto del Paese.”

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