Gmg 2016: mons. Santoro (Taranto) racconta ai giovani il dramma dell’Ilva

(dagli inviati a Cracovia) Non è stata solo una catechesi all’aperto ma un incontro tra amici, terminato con una lunga fila di giovani che gli stringevano la mano e scattavano selfie, quello tra Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, e i 640 ragazzi del Movimento giovanile salesiano, questa mattina, nella parrocchia di Najswietszego Serca Pana Jezusa, Santissimo Cuore del Signore Gesù, nella verde periferia di Cracovia (a conclusione la Messa celebrata da Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio). Clima da Gmg, con l’arcivescovo a raccontare episodi della sua giovinezza e dei 27 anni in missione in Brasile (“me l’aveva chiesto don Giussani di partire”), i ragazzi a interrogarlo su Cristo, le difficoltà di essere fedeli al Vangelo, la difesa degli ultimi. Uno di loro: “Ci hai parlato di quando hai chiesto agli operai dell’Ilva di scendere dall’altoforno e di interrompere lo sciopero della fame, ma è giusto nella vita fare compromessi?”. L’arcivescovo ha risposto con schiettezza, da pastore e da uomo, un tratto che ha colpito i giovani: “Non ero lì per risolvere problemi, ma per portare la vicinanza della Chiesa a uomini che combattevano per il posto e stavano rischiando la vita. Ero lì per dire che il Signore ha sulla vita di ognuno uno sguardo buono che ci fa ripartire anche nei momenti più bui”. Carlotta, 23 anni di Torino: “Che ruolo ha l’amicizia all’interno di un movimento?”. “Quando sono arrivato in Brasile ero spaesato, ma ho chiesto al Signore – perché a lui bisogna chiedere – di darmi anche lì una compagnia, tanti amici quanti ne avevo in Italia. E se alla mia partenza in aeroporto erano venuti a salutarmi in 500, alla prima catechesi che ho tenuto in quella terra erano in 4mila. Anche voi ragazzi sappiate che il cammino che farete sarà più bello all’interno di un’amicizia e che vi è chiesto di portare per il mondo e far brillare il carisma di Don Bosco, come vi raccomandano il rettor maggiore (Angel Fernandez Artime, ndr) e la madre generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (Yvonne Reungoat, ndr.)” che hanno portato il loro augurio per vivere “una formidabile Gmg”.

(Daniela Pozzoli – Avvenire)

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