Gmg 2016: mons. Piazza (Sessa Aurunca), “aprire la diga del cuore rende feconda la vita”

foto SIR/Marco Calvarese

(dagli inviati a Cracovia) Impara a vedere quello che di buono c’è anche nella prova. “Don Franco” ovvero il vescovo Orazio Francesco Piazza sceglie una citazione del monaco ortodosso russo Teofane il Recluso per iniziare il suo dialogo con i ragazzi. Un confronto calato nella vita reale, alla scoperta di quello che significa misericordia, in cui il pastore della diocesi di Sessa Aurunca parla di esperienze personali, racconta di quand’era insegnante, richiama episodi degli anni da studente, cita il brutale assassinio di Rouen, soprattutto si mette in ascolto dei ragazzi. “Lasciati toccare il cuore” sottolinea, è la parola chiave della nostra vita. Nella parrocchia dedicata al Santissimo cuore del Signore Gesù il presule parla ai giovani delle diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, Lucca, Pavia, Crotone-Santa Severina. Realtà differenti ma unite nell’allegria della fede giovane, nella voglia di capire, e insieme nel desiderio di trovare una luce nel buio dei propri dubbi. Così le domande parlano di fede, si soffermano sulla difficoltà di perdonare, affrontano il tema della costanza, cercano un significato al concetto di libertà. “L’equivoco – osserva Piazza – è credere che essere liberi voglia dire disobbedire. Invece, come mi ha aiutato a capire uno studente, si può essere liberi anche dicendo sì, anche nell’obbedienza”. Perché libertà comporta una scelta. Persino nel rapporto con Dio. Come diceva sant’Agostino, continua Piazza, “chi ti ha creato senza di te, non può salvarti se non con te”. E il nostro è un Dio che ci ama come siamo, che, se così si può dire, “aspetta anche i nostri errori per dimostrarci che ci vuole bene”, così fedele che quando torniamo ci invita “a ricominciare insieme”. Il segreto sta nel nostro cuore che, come una diga, possiamo aprire per far passare l’acqua uscita “croccante” dalla sorgente oppure tenerla chiusa condannandola a diventare fango sterile, pantano. Perché “aprire la diga del cuore – osserva Piazza – rende feconda la vita degli altri”. Ed è proprio per andare alla sorgente dell’acqua viva che la catechesi si conclude con la Messa presieduta dall’arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, Francesco Alfano.

(Riccardo Maccioni – Avvenire)

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