Monsignor Galantino: dopo la Festa degli italiani, “i nostri giovani non sono musoni”

Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della Cei, Festa degli Italiani Gmg Ctacovia 2016

“Maturità non significa essere musoni ma saper distinguere i tempi e sapere veramente bene come stanno le cose. Quando c’è da fare festa si fa festa, ma una festa vera, non sguaiata, vuota ed effimera, quando c’è da pensare e riflettere si riflette. I nostri giovani sono maturi in modo diverso, e spetta a noi adulti e alla Chiesa intercettare questa ricchezza senza appiattirla o mortificarla ma accompagnarla”. È il commento a caldo del segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, rilasciato al Sir, alla fine della Festa degli italiani che si è svolta fino a ieri sera tardi nella distesa adiacente il santuario della Divina Misericordia di Lagiewniki, nell’ambito della Gmg di Cracovia. Alla Festa hanno partecipato oltre 70mila giovani che hanno cantato con i Nomadi, Renzo Arbore e L’Orchestra Italiana, Simona Molinari e ballato con Valerio Jovine, Moreno e il dj Vincenzo Molino, emozionandosi con gli acrobati del Cirko Vertigo, ma soprattutto con le parole di san Giovanni Paolo II. Quando sui maxischermi sono passate le immagini di Giovanni Paolo II, i giovani hanno fatto grande silenzio per poi inneggiare al Papa santo ideatore delle Gmg. Poco prima, chiudendo la messa anche il cardinale Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, aveva esortato i giovani a essere “testimoni della fede”, “con coraggio”, nella concretezza della vita di ogni giorno.

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