Gmg 2016: Istituto Toniolo, identikit dei giovani italiani a Cracovia. “Attesa di cambiamenti nella Chiesa”

“Giovani appartenenti alla generazione dei Millennials che, se da una parte si dimostrano pronti all’accoglienza dei migranti e a svolgere attività di volontariato, dall’altra sono impegnati e preoccupati dalla necessità di rimettere insieme le tre F della loro vita: fare, felicità e futuro. Un obiettivo importante che deve fare i conti, almeno in Italia, con la realtà di un Paese fra i meno attenti e meno attivi alla costruzione del futuro dei giovani”. Lo si legge in una nota dell’Istituto Toniolo che, rilanciando il recente “Rapporto Giovani”, riflette sui ragazzi italiani presenti alla Gmg di Cracovia. Per il Toniolo “il 91% degli italiani tra i 18 e i 32 anni concorda (molto o abbastanza) nel ritenere il lavoro come uno strumento diretto a procurare reddito, cruciale per affrontare il futuro (88%) e per costruirsi una vita familiare (87,5%). Un po’ più bassa la quota di chi lo considera soprattutto come modalità di autorealizzazione (85%)”. I giovani che sono a Cracovia “considerano il tema del lavoro, materialmente e psicologicamente, un asse portante irrinunciabile attorno al quale poter costruire progettualmente la propria vita”. Altro fattore “fondamentale è il sostegno strumentale, emotivo e di orientamento (non sempre efficace) della famiglia, a compensazione delle carenze degli strumenti di welfare”.
I dati e le analisi del “Rapporto giovani” mostrano come “l’influenza dei genitori risulti nel complesso maggiore in Italia – più che in Francia, Spagna, Germania e Regno Unito – sia sul percorso di studio dei figli che sul lavoro e sulla carriera professionale”. Dal confronto con il loro coetanei europei, infatti, si deduce che “per i giovani italiani le tappe per la transizione allo stato adulto dall’autonomia dai genitori fino alla formazione di una propria famiglia e alla nascita del primo figlio sono più dilatate nel tempo rispetto ai coetanei europei. L’età media di uscita dalla famiglia di origine è attorno ai 30 anni nel nostro Paese, mentre è inferiore ai 25 nei Paesi scandinavi, in Francia, Germania e Regno Unito”. Numerose altre le indicazioni che emergono dal Rapporto Giovani del Toniolo (realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica). Ad esempio il volontariato e il servizio civile “sono considerate palestre importanti per migliorare allo stesso tempo il contesto sociale in cui si vive e arricchire competenze utili per la propria vita sociale e lavorativa”. Sul piano religioso, infine, facendo riferimento al focus “Dio a modo mio – giovani e fede in Italia” dell’Istituto Toniolo, emerge nei giovani un “atteggiamento di attesa di cambiamento nei confronti della Chiesa, a partire dal linguaggio, che vorrebbero più adatto al mondo contemporaneo. È convinzione diffusa dell’universo giovanile che la Chiesa sia troppo statica, e che dovrebbe innanzitutto cambiare la narrazione, rendendola meno astratta e più incisiva”.

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