Ecumenismo: Houshmand Zadeh (musulmana) a Sae, “coraggio di pregare in comune per il bene dell’umanità”

“Oggi celebriamo 30 anni dall’incontro interreligioso, celebrato proprio qui ad Assisi, in questa città di pace di un uomo di Dio che secoli fa non solo ha creduto in un comune pregare, ma è stato il profeta del suo tempo per annunciare al mondo che il suo Dio uno e trino è lo stesso Creatore di tutto l’universo”. Lo ha detto Sharzad Houshmand Zadeh, teologa musulmana, alla tavola rotonda svoltasi oggi nella cittadina umbra in occasione della Sessione di formazione ecumenica del Segretariato attività ecumeniche – Sae. “Nessuna diversità ha potuto ostacolare questa sua visione amorevole e accogliente”, ha osservato, “nulla ha potuto ostacolare il suo cammino profondo e pacifico nella sua visione unitaria”. “Nella sura intitolata ‘Il tempo’ il Corano ci spiega che in fondo la verità si può abbracciare meglio insieme in una reciproca conoscenza e un comune paziente pregare”. Per questo “la linfa di ogni messaggio religioso è indicare la via della relazione dell’essere umano individuale con il divino e dal frutto di questo incontro realizzare una relazione fraterna col prossimo umano”. Per la teologa “la profezia del nostro tempo sarebbe avere coraggio di poter pregare profondamente in comune per il bene dell’intera comunità umana, purificandoci dai personalismi individuali e collettivi, sia a livello sociale che religioso”. Infine la “Preghiera per la nostra terra” con cui Papa Francesco, “riconosciuto maestro da molti leader religiosi islamici”, conclude la Laudato si’. “Parola – ha concluso – condivisibile profondamente”.

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