Diocesi: mons. Borghetti (Albenga-Imperia), sugli attacchi terroristici “Gesù ci incoraggia ad essere costruttori di bene”

“Ancora sangue, ancora violenza, ancora domande che si accavallano: quanto durerà, quando finirà, fanatismo, follia, perdita del senso profondo della vita, della realtà…siamo inorriditi dallo scempio della sacralità della vita”, scrive in un messaggio monsignor Guglielmo Borghetti, vescovo coadiutore della diocesi di Albenga-Imperia, dopo gli attacchi terroristici che hanno funestato questo periodo. “La cultura del vuoto e della morte sembrano avere la meglio – scrive il vescovo -. Spesso mi è venuto da dirlo negli ultimi tempi: il nulla sta ammaliando le coscienze e le riempie della sua nullità. Mi chiedo che cosa abbiamo costruito, con quali pietre l’edificio della società è stato eretto: pietre fragili, eppure contenenti rabbia, rancore, violenza. Per esistere, per essere qualcuno debbo decidere di far smettere di esistere un uomo come me, annullandolo con il mio nulla mi sento qualcuno, annullandomi con il mio nulla divento immortale. Grande tristezza!”. “Il quotidiano è minacciato – prosegue il presule -, il nulla è in agguato e ci spaventiamo. Non è un prete cattolico ucciso, sgozzato, che mi ha spinto a scrivere, bensì la conferma amara che qualcosa non ha funzionato nella trasmissione di ciò che permette di dare un senso alla vita. Prima Nizza, poi Monaco di Baviera, e dopo Ansbasch e ancora Saint-Etienne-du-Rouvray”. “Non ho pudore e in modo politicamente scorretto, con decisione affermo che solo la riscoperta della presenza dell’unico Salvatore, di Colui che si è fatto nulla per distruggere il nulla, potrà costituire l’alba di giorni rinnovati – conclude mons. Borghetti -. Lui, Gesù il Figlio del Dio vivente è la speranza affidabile che non delude e ci incoraggia ad essere costruttori di bene e testimoni di senso per una vita tutta da vivere. Senza di lui anche i valori della laicità sbiadiscono, sono anemici e impotenti. Preghiamo per le vittime e per i carnefici, preghiamo per noi stessi, preghiamo per un’umanità ri-appassionata di se stessa”.

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