Attacco a chiesa in Francia: mons. Pontier (presidente Cef), “reagire uniti alla sfida”

(Dai nostri inviati a Cracovia) “Il popolo francese deve reagire unito a questa sfida. Deve farlo nella diversità delle sue componenti etniche e religiose, nella reciproca fiducia e conoscenza”. Lo ha detto al Sir monsignor Georges Pontier, presidente dei vescovi francesi (Cef), commentando la morte di padre Jacques Hamel di 86 anni, sgozzato, in una chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen da due uomini armati di coltello, che avevano preso in ostaggio anche due suore e due fedeli. Gli assalitori sono stati uccisi dalle forze di pronto intervento francesi. “Sono questi valori a far trionfare la fratellanza che resta, con la preghiera, l’unico cammino che ci porta lontano dalla violenza” ha aggiunto mons. Pontier che in questi giorni è a Cracovia per la Gmg, dove sono arrivati 36 mila giovani transalpini. “A Cracovia – spiega l’arcivescovo di Marsiglia, che ha ricevuto direttamente dal presidente Hollande la triste notizia – sono arrivati giovani da Paesi in guerra, come Siria, Iraq, Africa. La festa non deve fermarsi” ribadisce il presule. “Ora dobbiamo nutrire la nostra fede e il suo nutrimento è la misericordia che si incarna in vicende come quella accaduta oggi. Essa suona come monito per assumere le nostre responsabilità di agire e vivere con misericordia. Questo è il tempo di costruire ponti e non muri. L’Europa riscopra le sue radici cristiani e i valori di fratellanza e di accoglienza. L’Italia in questo ambito sta compiendo un lavoro grande e ammirevole”.

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