Papa Francesco: Angelus, no all'”ospite di pietra”

“L’ospite va accolto come persona, con la sua storia, il suo cuore ricco di sentimenti e di pensieri, così che possa sentirsi veramente in famiglia”. Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri, scandito da un imperativo: “ascoltare”. Commentando l’episodio evangelico di Marta e Maria, Francesco ha ammonito: “L’ospite non va semplicemente servito, nutrito, accudito in ogni maniera. Occorre soprattutto che sia ascoltato. Ricordate bene questa parola: ascoltare!”. “Se tu accogli un ospite a casa tua e continui a fare le cose, lo fai sedere lì, muto lui e muto tu, è come se fosse di pietra: l’ospite di pietra”, le parole del Papa: “No. L’ospite va ascoltato”. “Se noi andiamo a pregare – l’esempio scelto da Francesco – davanti al Crocifisso, e parliamo, parliamo, parliamo e poi ce ne andiamo, non ascoltiamo Gesù! Non lasciamo parlare Lui al nostro cuore. Ascoltare: questa è la parola-chiave. Non dimenticatevi!”. “Nella casa di Marta e Maria, Gesù, prima di essere Signore e Maestro, è pellegrino e ospite”, ha sottolineato il Papa: “Dunque, la sua risposta ha questo primo e più immediato significato: ‘Marta, Marta, perché ti dai tanto da fare per l’ospite fino a dimenticare la sua presenza? – L’ospite di pietra! – Per accoglierlo non sono necessarie molte cose; anzi, necessaria è una cosa sola: ascoltarlo – ecco la parola: ascoltarlo -, dimostrargli un atteggiamento fraterno, in modo che si accorga di essere in famiglia, e non in un ricovero provvisorio’”.

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