Monsignor Galantino: “potare e ripulire i rami secchi o le foglie malate”

“Potare” è “un verbo significativo per il Vangelo, è condizione del progresso spirituale e umano e si lega fortemente al cammino della fiducia”. Ne è convinto monsignor Nunzio Galantino, che intervenendo ieri ad un Convegno sul tema “Fiducia”, svoltosi a Romena, ha affermato che “solo chi sa recidere da sé i rami secchi o le foglie malate, non sarà appesantito da ciò che è inutile o dannoso e potrà uscire dal ripiegamento su se stesso, per aprirsi agli altri e costruire insieme a loro”. “La fraternità – ha spiegato il vescovo – presuppone un lavoro personale di conversione continua, e quindi una potatura sempre aggiornata, sempre da rifare”. “Se il nostro impegno spirituale funziona bene – ha precisato Galantino – la potatura sarà inizialmente di rami grandi, e via via si concentrerà sempre più su dettagli più piccoli. Ma di continuo ci sarà da potare e ripulire”. “Ce lo insegna Santa Teresa di Lisieux – ha proseguito il vescovo – quando paragona lo stato della nostra anima alla limpidezza di un bicchiere: se guardato con superficialità o a distanza, esso può sembrare pulito, ma man mano che si avanza nella via della perfezione, e si pone la nostra anima più a contatto con il sole divino, ecco che appaiono tante imperfezioni e il pulviscolo, che prima neppure veniva notato, va ora tolto e ripulito”. ” Non abbattiamoci allora se ci scopriamo imperfetti”, l’invito del segretario generale della Cei: “anche queste sono debolezze che attirano la misericordia di Dio e lo spingono ad agire; né scandalizziamoci dei limiti altrui, pur se a volte ci fanno soffrire”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori

Informativa sulla Privacy