Ilva: Galletti nomina Comitato valutazione piano ambientale offerenti

(DIRE-SIR) – Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha firmato il decreto di nomina del Comitato di tre esperti chiamato, secondo il Dl 98 del 9 giugno scorso, ad esprimere un parere sulle eventuali proposte di modifica al piano ambientale avanzate dagli offerenti per l’acquisizione dell’Ilva, preliminarmente alle altre componenti dell’offerta: fanno parte del Comitato il professor Carlo Collivignarelli, il professor Antonio Fardelli e la professoressa Gigliola Spadoni. “Con questa terna di alto profilo – spiega Galletti in una nota – vogliamo ribadire l’assoluta centralità del piano ambientale, che dovrà essere elemento prioritario nelle offerte dei gruppi interessati: solo con un piano ambientale stringente e ambizioso rinasce l’Ilva e riparte Taranto”.

Ed ecco i profili dei tre esperti, nella nota inviata dal ministero. Carlo Collivignarelli, professore ordinario di Ingegneria Sanitaria-Ambientale presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia, è attualmente membro della Commissione Nazionale per la valutazione dell’impatto ambientale presso il ministero dell’Ambiente e svolge attività scientifica nei settori delle acque di scarico, delle acque di approvvigionamento e dei rifiuti. Antonio Fardelli, primo tecnologo del Cnr, è attuale componente della Commissione istruttoria per l’Autorizzazione integrata ambientale Aia-Ippc ed ha ricoperto, tra gli altri, incarichi di referente o componente di diversi gruppi istruttori su procedure autorizzative nei settori siderurgico, energetico e petrolchimico. Gigliola Spadoni, professore ordinario del settore degli Impianti Chimici all’Università di Bologna, da oltre 30 anni svolge e dirige attività di ricerca applicata anche nel campo della valutazione dei rischi in impianti chimici e petrolchimici. I curricula degli esperti con apposita autocertificazione sull’insussistenza di conflitti d’interesse e cause di inconferibilità e incompatibilità saranno disponibili nelle prossime ore, così come previsto dal decreto 98/2016 in discussione in Parlamento, sul sito del ministero dell’Ambiente.

(www.dire.it)

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