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Germania: mons. Hesse (Amburgo), “in Libano la situazione dei rifugiati è diversa da quella in Europa”

Il rappresentante speciale per i rifugiati della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), l’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Hesse, ha concluso oggi il viaggio di 4 giorni in Libano. Arrivato il 15 luglio, Hesse ha visto in prima persona i programmi di aiuto della Chiesa per i profughi siriani e iracheni, valutando, con i responsabili della Caritas e delle altre associazioni caritatevoli presenti in Libano, la situazione umanitaria e politica e incontrando gli sfollati per portare loro la solidarietà dei cattolici tedeschi: “Sono stato molto toccato dalla visita in una tendopoli della Caritas nella Valle della Bekaa e dalle celebrazioni a Beirut dei cristiani assiri ortodossi fuggiti dalla Siria nord-orientale di fronte al cosiddetto Stato islamico”, ha detto l’arcivescovo. “Non dimenticherò lo sguardo vuoto di una giovane madre che mi ha detto come è stata catturata e segregata dall’Isis insieme con tutti gli 85 abitanti del suo villaggio”, ha ricordato Hesse, che ha evidenziato che “la situazione in Libano è generalmente ben diversa da quella in Europa” ed è necessario che tutti i Paesi che ospitano rifugiati traumatizzati, in particolare donne e bambini, come in Germania, aumentino il loro sostegno psico-sociale. In Libano, dall’inizio della guerra, hanno trovato rifugio più di 1,2 milioni di siriani: e deve essere ricordato che la Siria ha occupato il Libano per oltre dieci anni perché “anche se non tutte le ferite dei libanesi sono sanate, le Chiese locali e le altre organizzazioni stanno mettendo in atto un grande sostegno”.

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