Cardinale Scola: “per porre rimedio alle tragedie è decisivo metterci in gioco”

“I drammatici fatti di questi giorni non basta che impressionino i nostri sentimenti: devono muovere l’intelligenza e spingerci alla carità e alla condivisione. Dobbiamo cambiare nel quotidiano, così da rigenerare la nostra Chiesa e da costruire vita buona nella società”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, durante la celebrazione eucaristica che ha presieduto a Lorentino di Calolziocorte (Lc). Nella sua omelia, il card. Scola ha osservato che “i drammi che si sono susseguiti in questi giorni – molto diversi tra di loro – ci hanno turbato fino a toglierci il fiato”. “I morti nel disastro ferroviario in Puglia, il massacro di Nizza, il subbuglio politico in Turchia e le persone uccise: questi fatti violenti – ha sottolineato l’arcivescovo – mettono davanti ai nostri occhi la realtà ineluttabile della nostra morte”. “Come possiamo reagire a questi fatti terribili? Anzitutto passando da spettatori di questi drammi ad attori responsabili”, ha ammonito Scola, per il quale “è decisivo, per porre rimedio a queste tragedie, non limitarci a trovare chi ne è colpevole – cosa che è comunque da fare – ma metterci in gioco” e “diventare consapevoli che dobbiamo costruire una nuova civiltà”. “Questo avviene – ad esempio – amando in famiglia in modo diverso, educando i figli in modo nuovo, affrontando il lavoro e il problema della disoccupazione in modo solidale”, ha aggiunto il cardinale, invitando “ognuno di noi ad assumere un impegno ecclesiale e sociale diretto” perché “non possiamo più essere solo clienti della chiesa o solo spettatori critici della vita sociale”. “Dobbiamo essere attori per ridare corpo vitale della Chiesa e sostanza alle nostre democrazie. Dobbiamo, nella verità, realizzare le libertà. Non basta conclamare a parole i valori”, ha concluso.

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