Cardinale Sandri: ai basiliani, “ritornare alle fonti” per conciliare “preghiera e attività pastorale e sociale”

“Ritornare alle fonti”, cioè a San Basilio, tramite “due valori: lo studio e la ricerca finalizzati alla santità, attraverso la conversione quotidiana e la preghiera liturgica”. E’ l’invito rivolto dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, che insieme al sotto-segretario, padre Lorenzo Lorusso  e al capo-ufficio padre Paolino Rossi si è recato al Pontificio Collegio Ucraino di San Giosafat, sul colle Gianicolo, per incontrare i delegati della Sinassi (Capitolo) generale ordinaria dei Padri Basiliani di San Giosafat, che si celebra in questi giorni a Roma in vista del quarto centenario di fondazione dell’Ordine, tra i più numerosi tra quelli di diritto pontificio inseriti nella realtà della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, nella madrepatria come nella numerosa diaspora del Canada, Stati Uniti, Brasile e Argentina. “I Basiliani – ha ricordato Sandri – non si applicarono soltanto a tutte le opere del sacro ministero, ma anche all’educazione della gioventù” e “svolsero ancora un intenso lavoro pastorale tra gli immigrati ucraini, specialmente in Canada e in Brasile”. “Il vostro Ordine sente oggi il bisogno di cambiare molte cose, di rinnovarsi continuamente, di adattare il proprio carisma soprattutto allo spirito autentico del Vangelo”, ha proseguito il cardinale: “Avvertite il bisogno di affrontare problemi urgenti, come la mancanza di educatori e di professori ben preparati, soprattutto nei paesi dell’Est europeo; la ristrutturazione di antichi monasteri per tornare a condurre una vita monastica normale; l’impegno di fornire alla Chiesa operatori esperti e fedeli e di stare al servizio della Chiesa”. Di qui la chiamata  “ritornare alle fonti”, a “vivere nell’odierna comunità ecclesiale e, come tutti i battezzati, ad essere perfetti nell’amore di Dio e del prossimo”, conciliando “armoniosamente la vita di preghiera con l’attività pastorale, sociale e missionaria”. A partire dal monastero, “luogo profetico” dove “l’essere umano cerca Dio senza barriere e impedimenti, diventando riferimento per tutti, portandoli nel cuore ed aiutandoli a cercare Dio”.

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