Siria: Gentiloni, il futuro non è Assad

(DIRE-SIR) – “Il futuro della Siria non può essere pilotato da Assad. Facile a dirsi, più difficile trovare le strade diplomatiche per realizzarlo, ma è questa la sfida che si apre alla comunità internazionale”. Così il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, che stamani ha incontrato alla Farnesina il Coordinatore Generale dell”Alto Comitato Negoziale dell”opposizione siriana (Hnc) Riad Hijab. Per Gentiloni tale sfida riguarda in particolare Russia e Stati Uniti, alla guida delle coalizioni militari operative sul palcoscenico siriano, ma non è esclusa la comunità dei Paesi occidentali e arabi, “e neanche l’Italia, che farà fino in fondo la sua parte”. Nei colloqui con Hijab, Gentiloni spiega poi di aver messo in luce due punti: la mobilitazione a favore della cessazione delle ostilità e, secondo, il fatto che “il tempo non gioca a nostro favore”. Per riuscire a tornare a Ginevra entro settembre si devono infatti realizzare varie condizioni, ma – torna a sottolineare il ministro italiano – il futuro della Siria non può contemplare la permanenza dell’attuale Presidente Assad alla guida del Paese: “Non può costituire una precondizione”, l’opinione del titolare della Farnesina. Per realizzare la pace e contrastare il terrorismo “è urgente fare tutti i tentativi possibili per riprendere il filo dei negoziati”, e quindi sottolinea che servono “garanzie sul piano politico, e su questo lavoreremo – anche dal seggio permanente al Consiglio di sicurezza Onu, a partire dal 2017, che l’Italia ha di recente conquistato – convinti che America e Russia possano dare dei contributi positivi” a tale dinamica. Infine, “ridare fiato al cessate il fuoco e via libera alla distribuzione degli aiuti “. Se Washington e Mosca collaboreranno in questa direzione, “sarà’ più semplice riavviare il dialogo” verso la transizione politica pacifica.

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