Diocesi: mons. Moraglia (Venezia), i santi sono “la misericordia di Dio che abita le nostre strade”

“I santi – e fra loro Teobaldo – sono la realtà storica della Pasqua di Cristo, ossia la misericordia di Dio che vive nel nostro tempo, abita le nostre strade, piazze e paesi”. Lo ha detto questa sera il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, nell’omelia della Messa presieduta, su invito del vescovo di Adria-Rovigo monsignor Pierantonio Pavanello, nella chiesa di Badia Polesine (Rovigo) in occasione delle celebrazioni per il 950° anniversario della morte di S. Teobaldo. “Il santo – ha spiegato Moraglia – non è colui che rinuncia a qualcosa per Cristo ma è colui che appartiene a Cristo in modo tale che la sua vita è plasmata a partire da Lui. Ed è proprio da tale incontro che raggiunge la pienezza umana”. In questo Anno giubilare. l’esortazione del patriarca, siamo chiamati “a riscoprire il sacramento e la virtù della penitenza”, “la preghiera prolungata e contemplativa dinanzi al Santissimo Sacramento” e le “opere di misericordia spirituale e corporali e, in tal modo, dare testimonianza di una Chiesa che – come insegna Papa Francesco nella bolla d’indizione dell’Anno giubilare della Misericordia – ‘ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo'”. Per monsignor Moraglia “i santi sono una sorta di lettera che il Dio misericordioso invia continuamente alla sua Chiesa affinché diventi sempre più una comunità pellegrinante, incamminata verso il suo Signore e impegnata nell’unica vera riforma che conta agli occhi di Dio – la conversione – così da esprimere la natura intima della Chiesa che consiste nella santità come risposta alla divina misericordia”. Un santo “rappresenta sempre qualcosa di nuovo, di realmente nuovo rispetto a tutto quello che si muove intorno a lui; è immagine viva della divina misericordia, la rende storia vissuta”.

 

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