Papa Francesco: “non c’è pena valida, senza speranza”

Entrando nel concreto, stasera, al summit sulla tratta, organizzato in Vaticano, Papa Francesco ha chiesto a giudici e procuratori di continuare la loro opera. Il Pontefice ha rilevato che può essere di giovamento applicare, secondo le modalità di ciascun Paese, “la prassi italiana di recuperare“ i beni dei criminali per offrirli per il reinserimento delle vittime: questo – ha sostenuto il Papa – è “il bene maggiore che possiamo fare loro, alla comunità e alla pace sociale”. Il Santo Padre ha spiegato cosa voglia dire “fare giustizia”, che non è la pena in se stessa: “Non c’è pena valida, senza speranza. Una pena chiusa in se stessa, che non dà possibilità alla speranza è una tortura: non è una pena! Su questo mi baso anche per affermare seriamente la posizione della Chiesa contro la pena di morte”. Sul tema del reinserimento, il Papa ha osservato, riportando una sua esperienza personale, che visitando le carceri ha notato come vadano meglio quelle che come direttore: “Questo non è femminismo” – ha spiegato – ma “la donna ha, riguardo al tema del reinserimento,” una sensibilità speciale.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia