Papa Francesco: a messa Giubileo sacerdoti, cuore che cerca “non privatizza tempi e spazi”. “Il pastore non è un ispettore del gregge”

Il profeta Ezechiele “ci ha ricordato che Dio stesso cerca le sue pecore”, egli, dice il Vangelo, “‘va in cerca di quella perduta’ senza farsi spaventare dai rischi”. Lo afferma il Papa nell’omelia della messa per il Giubileo dei Sacerdoti e dei seminaristi in corso sul sagrato della Basilica Vaticana. “Senza remore si avventura fuori dei luoghi del pascolo e fuori degli orari di lavoro” e “non si fa pagare gli straordinari”, aggiunge Francesco a braccio, commentando il verbo “cercare”, la prima delle tre azioni suggerite dalle letture odierne. “Non rimanda la ricerca, non pensa ‘oggi ho già fatto il mio dovere, me ne occuperò domani’, ma si mette subito all’opera; il suo cuore è inquieto finché non ritrova quell’unica pecora smarrita. Trovatala, dimentica la fatica e se la carica sulle spalle tutto contento”. “Talvolta – aggiunge Francesco a braccio – deve uscire a cercarla, parlare, persuaderla, altre volte deve rimanere davanti al tabernacolo lottando con il Signore per quella pecora”. Il cuore che cerca “non privatizza i tempi e gli spazi – guai ai pastori che privatizzano  – non è geloso della sua legittima tranquillità, e mai pretende di non essere disturbato. Il pastore secondo il cuore di Dio non difende le proprie comodità, non è preoccupato di tutelare il proprio buon nome, anzi, senza temere le critiche, è disposto a rischiare pur di imitare il suo Signore”, dice Francesco richiamando le beatitudini. “Il pastore secondo Gesù ha il cuore libero per lasciare le sue cose, non vive rendicontando quello che ha e le ore di servizio: non è un ragioniere dello spirito, ma un buon Samaritano in cerca di chi ha bisogno. È un pastore, non un ispettore del gregge”. “Trova perché rischia, se il pastore non rischia non è un buon pastore, non si ferma dopo le delusioni e nelle fatiche non si arrende; è infatti ostinato nel bene, unto della divina ostinazione che nessuno si smarrisca”. Per questo “non solo tiene aperte le porte, ma esce in cerca di chi per la porta non vuole più entrare. Come ogni buon cristiano, e come esempio per ogni cristiano, è sempre in uscita da sé”, è “un de-centrato da se stesso”, aggiunge il Papa a braccio.

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