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Concilio pan-ortodosso: messaggio finale, “la Chiesa è sensibile al grido di giustizia e di pace dei popoli”

“Il Santo e Grande Concilio ha aperto il nostro orizzonte sul mondo contemporaneo diversificato e multiforme”. “La Chiesa ortodossa è sensibile al dolore, alle angosce e al grido di giustizia e di pace dei popoli”. È un messaggio ricco di significato quello inviato dal Santo e Grande Concilio della Chiesa ortodossa al “popolo ortodosso e a tutte le persone di buona volontà”. Il messaggio è stato pubblicato ieri subito dopo la celebrazione della Divina Liturgia e quindi al termine dei lavori conciliari che si sono svolti a Creta, dal 20 al 25 giugno, alla presenza di circa 290 partecipanti di 10 Chiese ortodosse diverse. Riunitosi per la prima volta dopo 1.200 anni, i responsabili e i rappresentanti delle Chiese ortodosse comunicano nel messaggio la decisione di voler convocare regolarmente un Concilio ogni 7-10 anni. Molti i temi affrontati nel messaggio. Nei primi paragrafi, i padri conciliari parlano del dialogo con i cristiani non ortodossi, ribadendone la “grande importanza” ed affermando che “i dialoghi in cui sono impegnate le Chiese ortodosse, non implicano in alcun modo un compromesso in materia di fede”.
Le Chiese esprimono poi la loro profonda preoccupazione per “l’esplosione del fondamentalismo nel mondo”. Da qui “la condanna senza equivoci per l’espansione della violenza militare, le persecuzioni, le espulsioni e l’uccisione delle minoranze religiose, le conversioni forzate, il traffico dei rifugiati, i rapimenti, la tortura e le terribili esecuzioni sommarie”. Le Chiese seguono con apprensione la situazione dei cristiani e delle minoranze perseguitate in Medio Oriente e lanciano un appello alla comunità internazionale affinché si compia ogni sforzo possibile per “una risoluzione dei conflitti armati”. In attesa che in quelle regioni ritorni la pace, le Chiese chiedono “alle autorità civili, ai cittadini e ai cristiani ortodossi nei Paesi verso i quali i rifugiati perseguitati cercano rifugio, a continuare ad offrire il loro aiuto nei limiti e al di là delle loro capacità”. Nel messaggio si affrontano anche altri temi importanti: la scienza e il suo sviluppo, la crisi ecologica, il rispetto per i particolarismi, la politica. Il testo si conclude con un pensiero ai giovani: “Non siete solo l’avvenire della Chiesa, ma anche un forza e una presenza creativa a livello locale e per il mondo”.

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