Giornalisti cattolici: Zanotti (Fisc), “dare voce alle periferie geografiche ed esistenziali”

“Essere voci di chi non appare. Su questo il Papa ci ha dato un aiuto incredibile”. Lo ha detto Francesco Zanotti, presidente della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), oggi al Meeting dei giornalisti cattolici di Grottammare. Per Zanotti, Bergoglio è “il Papa che testimonia per primo con i gesti e le parole. Ci mette all’angolo tutti. Questa è una rivoluzione nel nostro mestiere, è la rivoluzione del Vangelo che è entrata nelle nostre case e nelle nostre redazioni. Tutti ci interroghiamo nelle redazioni su cosa vogliono i lettori. La gente vuole il Papa, perché lo sente vicino. Questo ci costringe a metterci in ascolto. Dobbiamo stare in silenzio e staccare i cellulari. Il nostro rischio è solo quello di stare attaccati ai monitor. Siamo la generazioni di quelli piegati in due. Camminiamo sempre consultando questi strumenti digitali. Noi abbiamo bisogno di stare in silenzio per riprendere in mano il Vangelo, fare esperienza di fede. Nella Laudato si’ tutto è connesso e collegato. L’Evangelii Gaudium è da riprendere in mano, è la gioia del Vangelo, non la pesantezza”.

Ricordando l’affermazione del Pontefice – “I pastori dovrebbero avere l’odore delle pecore” -, Zanotti ha evidenziato: “Lo stesso dovrebbero fare i giornalisti. Il nostro mestiere sembra finito perché sembra che non serva più l’intermediazione del giornalista. La ‘parabola dei talenti’ ci inchioda a dare tutto di noi stessi. Riceviamo tanto di più. Noi dobbiamo far vedere questo sui nostri siti, sui nostri social. Il Papa ci invita a non stare fermi. L’esperienza della Chiesa è una esperienza di cammino. Siamo stati definiti avamposti nella missione della Chiesa. Fa capire che siamo laddove a volte le parole dei pastori non arrivano. Il nostro ruolo è quello di andare a raccontare le periferie, solo geografiche ma anche esistenziali, oppure il nostro ruolo è finito”.

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